"[...] Vidi l'agnello, a cui è stato dato questo nome quasi in riconoscimento della sua purezza. Infatti il nome agnus deriva dal fatto che questo animale agnoscit, riconosce la propria madre, e ne riconosce la voce in mezzo al gregge mentre la madre tra tanti agnelli d'identica forma e belato riconosce sempre e soltanto il figlio suo, e lo nutre. Vidi la pecora, che ovis è detta ab oblatione perché serviva sin dai primi tempi ai riti sacrificali; la pecora che, come è suo costume, sul far dell'inverno cerca l'erba con avidità e si riempie di foraggio prima che i pascoli siano bruciati dal gelo. E le greggi erano sorvegliati dai cani, così chiamati da canor a causa del loro latrato. Animale perfetto tra gli altri , con doti superiori di acutezza, il cane riconosce il proprio padrone ed è addestrato alla caccia delle fieri nei boschi, alla guardia delle greggi, contro i lupi, protegge la casa e i piccoli del padrone suo, e talora in tale funzione difensiva viene ucciso."
(Umberto Eco, Il nome della rosa)