PER TUTTI I "CHIACCHIERONI"
Si racconta che ogni mattino all'alba
andasse (Lao Tzu) a fare una passeggiata, e un vicino di casa andava
con lui ben sapendo che a Lao Tzu non piaceva parlare: era un uomo
assolutamente silenzioso e il vicino non diceva mai nulla, non
parlava del tempo, non lo salutava neppure.
Lao Tzu camminava per chilometri e il
vicino lo seguiva. Era stato così per anni, ma un giorno accadde che
l'uomo avesse un ospite e l'ospite espresse il desiderio di
partecipare alla passeggiata. Ma l'ospite non conosceva Lao Tzu e le
sue abitudini e in compagnia di quei due uomini che non proferivano
parola, cominciò a sentirsi soffocare: non riusciva a comprendere
quel silenzio e quel silenzio cominciò a pesargli. Se non sai stare
in silenzio, il silenzio ti pesa. Con le parole puoi crearti intorno
uno schermo che impedisce agli altri di percepire la tua situazione
reale. Ti vesti di parole.
Quell'uomo cominciò a sentirsi nudo,
goffo, gli mancava l'aria. Perciò, mentre il sole sorgeva dietro
l'orizzonte, sbottò: "Che bel sole sta nascendo! Guardate! Che
splendida mattina!"
Non disse altro, e nessuno rispose. Al
ritorno, Lao Tzu disse al vicino: "Da domani non portare con te
quest'uomo. É un chiacchierone." E aveva detto soltanto "Che
bel sole sta nascendo!" in una passeggiata di oltre tre ore.
"Parla troppo, e parla inutilmente: anch'io ho occhi per vedere
che il sole sta sorgendo, che è bello. Che bisogno c'è di dirlo?"
(Fra le rive del nulla, Osho Rajneesh)

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