mercoledì 7 settembre 2016

PER TUTTI I "CHIACCHIERONI" 

Si racconta che ogni mattino all'alba andasse (Lao Tzu) a fare una passeggiata, e un vicino di casa andava con lui ben sapendo che a Lao Tzu non piaceva parlare: era un uomo assolutamente silenzioso e il vicino non diceva mai nulla, non parlava del tempo, non lo salutava neppure.
Lao Tzu camminava per chilometri e il vicino lo seguiva. Era stato così per anni, ma un giorno accadde che l'uomo avesse un ospite e l'ospite espresse il desiderio di partecipare alla passeggiata. Ma l'ospite non conosceva Lao Tzu e le sue abitudini e in compagnia di quei due uomini che non proferivano parola, cominciò a sentirsi soffocare: non riusciva a comprendere quel silenzio e quel silenzio cominciò a pesargli. Se non sai stare in silenzio, il silenzio ti pesa. Con le parole puoi crearti intorno uno schermo che impedisce agli altri di percepire la tua situazione reale. Ti vesti di parole.
Quell'uomo cominciò a sentirsi nudo, goffo, gli mancava l'aria. Perciò, mentre il sole sorgeva dietro l'orizzonte, sbottò: "Che bel sole sta nascendo! Guardate! Che splendida mattina!"

Non disse altro, e nessuno rispose. Al ritorno, Lao Tzu disse al vicino: "Da domani non portare con te quest'uomo. É un chiacchierone." E aveva detto soltanto "Che bel sole sta nascendo!" in una passeggiata di oltre tre ore. "Parla troppo, e parla inutilmente: anch'io ho occhi per vedere che il sole sta sorgendo, che è bello. Che bisogno c'è di dirlo?"
(Fra le rive del nulla, Osho Rajneesh)

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